Cefalo

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Pesca al Cefalo alla foce del Mingardo

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Foto di Franco Marco con Domenico Iorio e Marco Stanziola

Pesca al cefalo alla foce del Mingardo

La passione per la pesca, il fiume e la sua natura

Il cefalo, detto anche muggine, vive sia in acque marine sia in acque dolci e si adatta benissimo nei porti o all’entrata dei fiumi. La forma del corpo è allungata di colore azzurro o grigio, il ventre bianco, ha due pinne dorsali e due ventrali, la testa è larga e può raggiungere 4-5 kg di peso.

Il cefalo gira in branchi e predilige le acque basse e calde cibandosi di qualsiasi invertebrato o materiale organico, anche se si adatta bene ai vari cambiamenti di temperatura e salinità. E’ una specie molto ambita dai pescatori per il sapore della sua carne, è molto furbo e una volta preso dà luogo ad un ferreo combattimento. I pescatori professionisti praticano la pesca al cefalo utilizzando reti e nasse per poi allevarli nelle lagune costiere. Per quanto riguarda il settore sportivo, invece, si pratica la pesca a fondo, a bolognese, ma la più efficace risulta quella a canna fissa. Le canne fisse partono dai 5 agli 8 metri di lunghezza su cui viene montata una lenza madre dello 0.16, un galleggiante da 1-2 gr, un finale dello 0.10-0.12 e l’amo adeguato al tipo di esca. L’esca che viene usata di più è la pastura innescata sulle mazzette, ma anche il coreano, la sarda o l’arenicola non vengono disdegnati. La caratteristica del cefalo è quella di trattenere l’esca in bocca, succhiarla e poi risputarla. Il cefalo può essere pescato tutto l’anno, ma il periodo migliore è l’estate o l’inizio autunno perché l’acqua è più calda.
Esistono almeno 5 specie di cefali che si differenziano dalla taglia, abitudini e habitat molto diversi. Tra questi ne cito alcuni: il muggine dorato (il più pregiato e difficile da pescare), il muggine labbrone (detto “sciorina” tipico da fondale) e il muggine schiumarolo (il più piccolo presente in superficie e spesso insidiato nelle gare).

 

Scritto da Marco Franco