Informazioni Turistiche a Palinuro

PARCO NAZIONALE DEL CILENTO

Parco Nazionale del Cilento

Categories: Tag:, , , ,

Foto di Roberto Vito Gerardo

Parco Nazionale del Cilento

Storia geografia flora e fauna

Il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è istituito nel 1991, mentre nel 1995 è istituito l’ente per la sua gestione. L’area naturale protetta di circa 36 000 ettari, interamente compresa nella provincia di Salerno, è stata successivamente estesa fino a portare la sua superficie a 181 048 ettari. Corrisponde oggi alla parte meridionale della provincia, compresa tra la piana del Sele a Nord, la Basilicata a Est e a Sud, e il mar Tirreno ad Ovest. Comprende, in tutto o in parte, i territori di 8 Comunità montane e 80 Comuni. Dal 1998 è Patrimonio dell’umanità dell’Unesco (con i siti archeologici di Paestum e Velia e la Certosa di Padula), dal 1997 è Riserva della biosfera e dal 2010 è il primo parco nazionale italiano a diventare Geoparco. La sede del Parco è a Vallo della Lucania.

Storia:

Della necessità di tutelare il Cilento dalle speculazioni edilizie e da un distruttivo turismo di massa si parlava già dal 1973 (convegno internazionale sui parchi costieri mediterranei, Castellabate). Un primo risultato si ebbe con l’istituzione da parte del Ministero dell’Ambiente di due riserve naturali, rispettivamente sul monte Cervati e sul fiume Calore, per un totale di 36.000 ettari.

Il parco è stato creato nel 1991 con la legge quadro del 6 dicembre n. 394 (Legge Quadro sulle aree protette, GU n.292 del 13/12/1991). Successivamente sono stati approvati provvedimenti per la perimetrazione e zonizzazione con Ordinanza del Ministero dell’Ambiente 4 dicembre 1992 (GU n.300 del 22/12/1992) e del 22 aprile 1993 (GU n.103 del 05/05/1993), oltre che con Decreto Ministro dell’Ambiente 5 agosto 1993 (GU 199 del 25/08/1993). Primo presidente del parco fu il naturalista Vincenzo La Valva.

Con decreto del Ministro per l’Ambiente del 22 dicembre 1998 (GU n.127 del 2/6/1999) ne è stato approvato lo Statuto unitamente alla attuale perimetrazione e zonizzazione che investono una superficie di 181.048 ettari.

A febbraio 2011 diventa anche il primo parco nazionale ad avere una biblioteca digitalizzata, con la messa in rete e su supporto multimediale dei ventimila volumi della biblioteca del parco “Giambattista Vico” di Vatolla.

Fauna:

Il vasto territorio del parco offre alle specie animali una grande pluralità di ambienti. Non deve dunque stupire la ricchezza e varietà degli esemplari presenti: le sole indagini sulle specie di interesse comunitario ne hanno individuate 63. Alcune di queste sono considerate di interesse prioritario: sono Osmoderma eremita e Rosalia alpina, invertebrati, e, tra i Vertebrati, il Lupo. Più in generale, si hanno al 2003 circa 600 segnalazioni di specie.

Tra i Mammiferi le più interessanti sono il Molosso di Cestoni, il lupo e la Lontra, poi la Lepre appenninica, il Savi, un piccolo roditore preda della Volpe e della Martora come l’Arvicola rossastra, o il Topo selvatico e il Topo dal collo giallo, o ancora come il Topo quercino. Queste sono anche le prede del Gatto selvatico, la cui presenza rappresenta un’altra emergenza naturalistica di grande interesse. Non raro è il Ghiro. Numerosissimi i cinghiali, presenti anche i cervi.

Oltre al Molosso di Cestoni, sono presenti numerose specie di pipistrelli, tra le quali Miniottero, Vespertilio maggiore, Vespertilio di Capaccini e Vespertilio di Blyth.

Tra l’avifauna sono diffusi i rapaci come l’Aquila reale, il Biancone, il Falco pellegrino, il Lanario, il Corvo imperiale, il Gufo reale. Di grande interesse è la presenza dell’Astore. Sempre tra i rapaci, Falco pecchiaiolo, Nibbio bruno, Nibbio reale. Tra gli uccelli in generale, comuni sono il Picchio nero, il Picchio muratore e la Tottavilla, il Succiacapre, il Calandro e l’Averla piccola, la Ghiandaia marina, la Balia dal collare, e nei pressi dei corsi d’acqua il Martin Pescatore, il Merlo acquaiolo e il Corriere piccolo. Infine, occorre segnalare un nucleo svernante del raro Gabbiano corso.

Tra i rettili sono presenti il Cervone, il Biacco, la Vipera e la Natrice. Nelle acque fredde vivono anche anfibi come la rara Salamandrina dagli occhiali, endemismo italiano, e la più comune Salamandra, poi il Tritone italiano, l’Ululone dal ventre giallo, la Rana appenninica, la Rana agile, e il Rospo. Anche l’idrografia, del resto, è varia e complessa. Sono segnalati gran parte dei Ciprinidi di interesse comunitario, come il Barbo, non autoctono, l’Alburnus albidus e il Vairone, poi l’Odonato ed alla foce del Mingardo il Nono. Infine, tra gli invertebrati Rosalia alpina, Oxygastra curtisii, Cucujus cinnaberinus, Osmoderma eremita.

Flora:

Nel parco sono state censite circa 1.800 specie vegetali, di cui una di interesse comunitario, la Primula di palinuro, e 25 habitat. Essendo al centro del Mediterraneo, tra areali diversi per climi e temperature, anche la presenza di certe specie altrove comuni è in questo caso degna di menzione. Nel Parco convivono infatti: Betulle, Abete bianco e Bosso.

Di particolare interesse è la vegetazione delle rupi costiere. Essa comprende tra l’altro il raro Giglio marino; a diretto contatto col mare vive l’endemica Statice salernitana, mentre sulle rupi vivono la Primula di Palinuro, il Garofano delle rupi, la Centaurea, l’Iberide florida, la Campanula napoletana. Nel 2011 è stata anche scoperta la presenza lungo le scogliere di Palinuro di esemplari Bassia saxicola, una pianta cespugliosa estremamente rara e di cui si era precedentemente riscontrata la presenza solo in enclavi sulle isole di Ischia e Stromboli.

Nella fascia costiera tra Palinuro e Montecorice, con un ristrettissimo areale a distribuzione puntiforme, in corrispondenza di conglomerati e affioramenti rocciosi e di macereti xerotermici calcarei e ultra-basici sono state individuate alcune stazioni di un endemismo esclusivo del Cilento, la Genista cilentina Vals., 1993

La gariga ad ampelodesma è il popolamento più diffuso nella fascia costiera, fino a 700 metri di quota. Presenti Ginestra, Ginepro fenicio, Cisto di Montpellier, Ginestra del Cilento (Genista cilentina), con l’onnipresente Lentisco arbustivo e sparzio villoso. Sempre nella macchia, presenza di Corbezzolo arbustivo, Erica, Mirto, Terebinto, Cisto di Montpellier. Dove è sopravvissuta all’antropizzazione, anche foreste di quercia spinosa, Carrubo e Olivo selvatico, e qua e là, raramente, palme nane. Infine, si segnala il sito di interesse comunitario della pineta di S.Iconio, relitto di boschi certamente più estesi di Pino d’Aleppo (oggi di nuovo in espansione perché spesso usato nei rimboschimenti).

Nelle aree interne predominano i boschi di latifoglie decidue, leccete, Cerri, Roverelle, Aceri, il Platanus orientalis originario di Velia, Carpini Neri, Ornielli e Castagni. Al di sopra dei 1.000 m in genere preceduto da una fascia di Ontano napoletano, domina incontrastato il Faggio, con il raro Crespino dell’Etna, e le Sassifraghe.

In ambiente rupestre, in condizioni ecologiche veramente ‘estreme’, si segnala un rarissimo endemismo a distribuzione puntiforme, la Finocchiella di Lucania (Portenschlagiella ramosissima), specie casmofita segnalata in alcune isolate stazioni, come località Limbida, sulle pareti calcaree occidentali del Monte Bulgheria, non lontano da Palinuro e sulle pareti calcaree presso la gola del torrente Sammaro, tra Sacco e Roscigno. Inoltre, nell’area protetta del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano sono presenti 254 specie di orchidee selvatiche delle 319 segnalate in tutta Europa e nel bacino del Mediterraneo

Geografia:

La geologia del parco è marcata dalla compresenza di due tipi di roccia predominanti: il “Flysch del Cilento”, ricco di colori e stratificazioni, che si ritrova in corrispondenza del bacino idrogeografico dell’Alento e sulla costa nord, e il calcare, ricco di cavità carsiche, proprio dei complessi montuosi interni (Alburno-Cervati) e della parte meridionale del territorio interessato dal Parco.

Il profilo orografico è ovunque marcato, spesso aspro. Poche e povere in estensione sono le zone pianeggianti, per lo più in corrispondenza dei fiumi principali, l’Alento sulla costa e il Tanagro nel Vallo di Diano. Altri fiumi del Parco hanno carattere torrentizio e corso nervoso, come il Mingardo, il Bussento e lo stesso Calore, affluente nel Sele a Nord del Parco, che ne ospita solo il tormentato corso superiore (Gole del Calore). Le cime più importanti sono: Cervati (1898 m), Alburni (1742 m), Gelbison, detto Sacro Monte (1705 m), Motola (1700 m), Monte Centaurino (1433 m), Cocuzzo (1411 m), Bulgheria (1224 m). La costa è bassa e sabbiosa dal Sele ad Agropoli, e poi sul litorale tra Casal Velino ed Ascea; altrove, è alta e rocciosa,spesso crivellata di meravigliose grotte e insenature.

Molo dei Francesi - Palinuro

Il mare di Palinuro

Categories: Tag:, , , ,

Foto di Matteo Callegaro

Il mare di Palinuro

E’ la natura a far da padrona

Palinuro, situato nel Cilento, è famoso per la vastità delle sue spiagge dal fondale sabbioso e per la limpidezza dell’acqua, dove oltre a rigenerarsi con una bella nuotata è possibile organizzare delle gite in barca per visitare i punti salienti e spettacolari che offre il mare.

E’ emozionante immergersi nel profondo blu della Grotta Azzurra o fare il bagno nel paradiso cristallino offerto dalla spiaggetta del Buon Dormire, per non parlare poi della suggestione emanata dalle altre grotte come La Grotta d’Argento, La Grotta del Sangue e La Grotta Sulfurea.

Dopo la spiaggetta del Buon Dormire segue la spiaggia dell’Arco Naturale, dove la natura ha costruito con la roccia un maestoso arco che fuoriesce dall’acqua creando un’immagine maestosa completamente naturale. Dall’Arco Naturale possiamo ammirare il famoso scoglio che ha la forma di un coniglio sdraiato in mezzo al mare ed è ricoperto da una fitta vegetazione. Tra una spiaggetta e l’altra possiamo trovare diversi lidi attrezzati di tutto punto per soddisfare le varie esigenze del turista.

Panorama PalinuroIl Mare di Palinuro

 

Scritto da Franco Marco

PIAZZA VIRGILIO

Palinuro Centro

Categories: Tag:, , ,

Foto di Franco Marco

Palinuro Centro

Passeggiando in una calda serata estiva

Palinuro:

La sera il corso principale che porta al centro del paese viene chiuso al traffico permettendo ai turisti di godersi una tranquilla passeggiata tra  negozi di ogni genere, come abbigliamento, calzature, giocheria, souvenir e tanti altri, grazie anche all’orario di apertura che si protrae fino alle due di notte. Il corso è arricchito da vari locali che permettono di trascorrere delle piacevoli serate estive alternandosi tra pizzerie, ristoranti, gelaterie e yogurterie dotate di ampi terrazzi con la vista sul mare e per finire, caratteristici sono quei locali dove è possibile degustare i prodotti tipici Cilentani dalle bevande al cibo.

Passeggiando, passeggiando arriveremo nella piazza principale del paese Piazza Virgilio completamente ristrutturata dove potremo ammirare il celebre busto di Publio Virgilio Marone, il poeta dell’Eneide, racconto epico che narra la leggenda di Palinuro, Nocchiero di Enea, da cui ha preso il nome il paese.

Nella piazza è situata la Chiesa di Santa Maria di Loreto per i numerosi fedeli che frequentano questo luogo sacro.

Chiesa S. Maria di LoretoPublio Virgilio MaronePiazza Palinuro

 

Scritto da Franco Marco

ANTIQUARIUM DI PALINURO

Anfiteatro dell’antiquarium di Palinuro

Categories: Tag:, , , ,

Foto di Gerardo Cammardella

Anfiteatro dell’antiquarium di Palinuro

Spettacoli, manifestazioni e eventi

Antiquarium di Palinuro
L’Antiquarium di Palinuro è situato in località Ficocella su un terreno a picco sul mare. L’edificio che oggi ospita il piccolo museo venne realizzato negli anni ‘60 grazie all’interesse dell’Ente provinciale per il turismo di Salerno, per raccogliere ed esporre i numerosi di reperti archeologici venuti alla luce durante una serie di campagne di scavo condotte a partire dal 1948. L’antiquarium raccoglie suppellettili di ossidiana risalenti a 6000 anni fa circa, i resti di un antico insediamento preistorico individuato nel 1983, i corredi della necropoli di età arcaica che hanno restituito ceramica di tradizione ionica, ceramica attica a figure nere e ceramica di produzione locale tipica del Vallo di Diano con decorazione geometrica, adoperata, oltre che per contenere acqua o derrate alimentari, anche come cinerari dei defunti sottoposti a cremazione. Sono inoltre esposti i ritrovamenti di numerosi relitti di età ellenistica affondati nel mare di Palinuro.

CAPO PALINURO

Capo Palinuro

Categories: Tag:, , , ,

Capo Palinuro

Durante l’epoca greca il promontorio era già conosciuto dai naviganti

Capo Palinuro è un promontorio roccioso della costa della Campania Meridionale, tra il golfo di Velia e quello di Policastro, nel Cilento in Provincia di Salerno. Si spinge per circa 2 km nel mare Tirreno, a ovest della foce dei fiumi Lambro e Mingardo. Vi è ubicata la stazione meteorologica di Capo Palinuro. Il suo territorio rientra nella frazione Palinuro del comune di Centola.  È un’importante località turistica, celebre per le bellezze paesaggistiche legate al mare e al suo entroterra e per le reminiscenze storico letterarie legate al suo nome.

Palinuro località turistica piuttosto nota. La buona recettività estiva è dovuta sia alla qualità delle acque (che le frutta da alcuni anni la “Bandiera Blu” e le “Vele di Legambiente” che alla posizione del paese nel contesto del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Oltre alle spiagge site dal lato del paese di Palinuro, è piuttosto frequentata la zona chiamata Spiaggia Mingardo (detta anche Arco Naturale, per via di una formazione rocciosa ad arco), sul versante del golfo di Policastro. Nel novembre 2007 parte della parete esterna dell’Arco è franata, a causa delle infiltrazioni d’acqua nella roccia; al momento si stanno studiando varie ipotesi per salvaguardare un così singolare monumento naturale, anche se tuttora nessun intervento risolutivo è stato messo in atto, ed è stata solamente allestita una passerella che permette il passaggio dei visitatori sotto all’arco al riparo dalla caduta di pietre. La spiaggia del Buondormire è tra le più conosciute spiagge di Palinuro, si trova nel cuore della Costiera Cilentana. Altro motivo di attrazione turistica sono le numerose grotte marine e sottomarine site attorno Capo Palinuro (tra cui la famosa Grotta Azzurra), piuttosto apprezzate per le escursioni subacquee.

La spiaggia dell’Arco Naturale di Palinuro è stata scelta come location in vari film, tra cui Gli argonauti 2, Ercole alla conquista di Atlantide e Scontro di titani.
La spiaggia delle Saline e il centro di Palinuro con alcuni dei maggiori hotel compaiono nel film del 1985 Vacanze d’estate con gli attori comici Bombolo e Enzo Cannavale.
Capo Palinuro e la retrostante valle del Mingardo compaiono invece nel recente film di Martone Noi credevamo.

Il porto di Palinuro è una struttura artificiale ricavata nell’insenatura Nord di Capo Palinuro. Esso è delimitato da una riva banchinata lunga circa 190 metri, munita di anelli di ormeggio, e da un molo di sopraflutto lungo circa 160 metri. Il porto è caratterizzato da un discreto traffico diportistico; significativa la funzione peschereccia. In radice del molo di sopraflutto vi è uno scalo d’alaggio. Il porto è inoltre il maggiore punto di partenza per le escursioni in barca alle grotte marine di Capo Palinuro, operate con i caratteristici gozzi.