Sarago

SARAGO

Pesca al Sarago dalle spiagge delle Saline

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Foto di Anders Finn Jorgensen

Pesca al Sarago dalle spiagge delle Saline

Quella magia che solo Palinuro ti puo’ regalare

Il sarago si trova nel Mar Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico orientale, le specie che vivono i nostri mari sono 5: Il sarago Fasciato, il sarago pizzuto, il sarago sparaglione, il sarago maggiore e il sarago faraone. La forma del corpo tondeggiante compresso ai fianchi e la macchia scura con dimensioni più o meno estese prima della pinna caudale, sono le caratteristiche che accomunano questa specie.

Sicuramente il più diffuso tra la specie è il sarago maggiore, riconoscibile dalle strisce trasversali sui fianchi di colore nero – marrone scuro e negli esemplari più grandi, le strisce tendono ad attenuarsi fino quasi scomparire man mano che si avvicinano alla coda. La livrea è argento scuro con sfumature grigie e sul peduncolo caudale ha una macchia scura quasi nera che avvolge tutta la superficie della coda. La pinna dorsale si estende per tutta la schiena ed è composta per metà da raggi spinosi molto robusti, la pinna caudale è forcuta e le pinne pettorali sono molto lunghe. Le dimensioni del sarago maggiore possono superare i 45 cm di lunghezza e i 2 kg di peso.
Si contraddistingue invece, il sarago fasciato per la lunga fascia nera trasversale che si estende dalla fine della testa fino all’inizio della pinna dorsale. Il muso è leggermente appuntito rispetto al sarago maggiore, il colore di sfondo della livrea è argento chiaro con delle sfumature di colore dorato sui fianchi che si estendono in senso longitudinale e prima della pinna caudale è presente una larga fascia nera molto più visibile.
Il sarago fasciato può raggiungere i 25 cm massimo di lunghezza e il peso di 700 gr.
Il sarago pizzuto prende il nome dalla particolare forma del suo muso acuminato e lungo, la bocca è più piccola, i denti sono più appuntiti rispetto alle altre specie e la livrea è sempre di colore argento ma con una tonalità più scura. Può raggiungere il peso di 1500 gr e la lunghezza di 35/50 cm.
Il sarago faraone invece, è molto più robusto e spesso la livrea è di un colore giallastro con sfumature amaranto. Il sarago faraone è il più raro tra i saraghi e non è facile incontrarlo sotto costa, staziona distante dalla costa sulle secche con fondali che variano dai 20 ai 50 metri, ma può raggiungere profondità maggiori anche fino ai 100 metri di profondità. Può raggiungere dimensioni maggiori rispetto agli altri esemplari che possono arrivare fino ai 5 kg di peso e i 50 cm di lunghezza.
Il più piccolo della specie è il sarago sparaglione che può raggiungere al massimo i 18 cm di lunghezza. La livrea è di colore argento con sfumature gialle, tutte le pinne del corpo sono bianche tranne quelle ventrali che sono di colore giallo e il peduncolo caudale presenta una macchia nera molto evidente.
Il sarago è un pesce gregario (tranne il sarago pizzuto) che durante la prima parte della sua vita e fino alla taglia 500 gr può formare gruppi di esemplari spesso anche numerosi. Invece, raggiunta l’età adulta e dimensioni maggiori, tende a separarsi dagli altri esemplari cercando il proprio nascondiglio per trovare riparo. Il sarago pizzuto è quello meno legato alla tana perché compie vere e proprie emigrazioni stagionali.
Questa specie di pesci, ad eccezione del sarago faraone, predilige i fondali rocciosi ricchi di scogli, sassi e alghe intervallate da zone sabbiose. Il sarago generalmente vive in acque poco profonde raggiungendo al massimo i 25 mt e durante la stagione estiva può fermarsi in prossimità di acque poco salmastre (acque che possiedono una salinità inferiore a quella marina, ma superiore a quella dell’acqua dolce, lagune e stagni costieri in comunicazione con il mare) .
E’ un pesce onnivoro e si nutre generalmente di crostacei, molluschi, vermi, coreani, bachi di sabbia e bigattini, ma in alcuni casi anche di alghe che si trovano sulla superficie delle rocce.
Quando il mare è mosso le onde urtano violentemente gli scogli e staccano gli elementi nutritivi che portandosi in superficie attirano il sarago, in queste particolari condizioni climatiche è possibile vedere il sarago brucare lungo i pendii rocciosi.
Le tecniche per insidiare il sarago sono: la pesca a fondo usando finali di grosso spessore e piombi di 30/50 gr, a surf casting con piombi più pesanti se si vuole raggiungere distanze più elevate.
La pesca a bolentino,
indicata particolarmente per insidiare il sarago faraone che staziona a profondità maggiori. Si usano canne robuste di 2/3 mt, mulinelli con bobine capienti in modo da far scendere l’esca in profondità, il filo dovrà essere possibilmente un trecciato per trasmettere l’abboccata del pesce anche a notevoli profondità ed infine, il peso del piombo dovrà essere tale da far stendere la lenza in funzione della corrente marina e della profondità della zona di pesca.
Con la pesca a galleggiante il filo dovrà essere sottile almeno dello 0,12/0,14 mm, gli ami del 14/16 e la piombatura dovrà essere fatta con pallini di piombo, oppure, per evitare di farla mangiare ai pesci più piccoli che si trovano più in superficie, si può utilizzare una torpilla per far scendere velocemente l’esca.
Senza alcun dubbio la carne del sarago è ottima, ma quella del sarago maggiore durante la cottura può prendere una consistenza talmente dura che può risultare immangiabile, fenomeno che oggi non è stato ancora risolto nonostante le tantissime ipotesi fatte sulle diverse cause.

Scritto da Marco Franco