Serra

FABRIZIO DI MASO

Pesca al Serra

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Foto di Fabrizio di Maso

Pesca al Serra

Il Serra… avversario temuto e amato

Anche il pesce serra, come il barracuda, sta popolando di più i nostri mari a causa del riscaldamento delle acque. E’ un fortissimo predatore e il momento più adatto per la cattura è l’estate, quando si riproduce e si avvicina di più alla spiaggia. Il pesce serra tende a vivere in branco da piccolo ed è più facile catturarlo, diventa invece, più furbo e tende ad isolarsi crescendo. L’orario consigliato per questa pesca va dal tramonto all’alba perché il serra preferisce il buio; i luoghi che frequenta sono le zone portuali, lungo le spiagge e le coste con fondale sabbioso o roccioso.

Il pesce serra è ghiotto di cefali, aguglie, occhiate, saraghi, spigole e pesce foraggio e capita spesso ai pescatori di ritrovare dopo il recupero, attaccata all’amo soltanto la testa di un cefalo con il corpo tranciato dai   denti molto affilati del serra.

Le canne che dobbiamo utilizzare devono essere molto robuste e resistenti, sono adatte le telescopiche con un’azione di 150-200 gr, quelle a tre pezzi o a ripartizione. Per quanto riguarda il mulinello, useremo quello a bobina fissa che misura 7000-10000 per una canna telescopica, a bobina rotante è più indicato per le canne a ripartizione.

Su entrambi i mulinelli si consiglia di montare lo shock leader di diametro 0.60-0.70 che sia lungo almeno tre volte la lunghezza della canna, in modo da poter frizionare e spiaggiare la preda durante il combattimento con maggior sicurezza. Proprio durante il combattimento questo animale cercherà di liberarsi con tutte le sue forze, dimenandosi e facendo capriole fuori dall’acqua, per cui è importante che ci sia un’altra persona pronta ad usare il raffio nel momento opportuno.

Siccome il serra con la sua dentatura è in grado di tranciare ogni cosa è consigliabile nella parte finale del terminale un cavetto d’ acciaio tra le 30-50 LB, mentre il diametro del nylon nella montatura dovrà essere di circa 0.45 mm. Gli ami da utilizzare devono essere grandi, punta acuminata, a gambo corto e con occhiello.

La scelta dell’esca è varia, lanciando dalla spiaggia si possono usare i poppers o qualcosa di simile di 10-12 cm, muniti di ancorette resistenti. Con il mare mosso vengono utilizzati anche i cucchiaini di 30-50 gr e nell’acqua più profonda si ricorre ai minnows di 12 cm con poca paletta, questo ovviamente per lo spinning. Se si vuole pescare a fondo, quindi con il vivo, l’esca più efficace è il cefalo oppure possiamo utilizzare dei tranci di pesce anche morto creati con le sarde, spigole, occhiate e tanti altri. Si tratta di una specie di polpette molto catturanti perché rilasciano sostanze come sangue e olio del pesce che attirano il nostro ambito predatore e per rendere queste polpette galleggianti si mette del polistirolo al loro interno.

Molti pescatori di surfcasting odiano questo pesce per gli inconvenienti che crea durante la pesca, ma un bravo pescatore invece, non si tira indietro, usa l’intuito ed accetta la sfida proprio come ha fatto il nostro amico Fabrizio Di Maso che ha goduto di istanti veramente emozionanti catturando l’esemplare di pesce serra che vedete nella foto.

Scritto da Marco Franco