Storie di Pesca

Un obiettivo fisso che sfocia nella pesca

Un obiettivo fisso che sfocia nella pesca

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Foto di Santo Chiariello

Un obiettivo fisso che sfocia nella pesca

Albe estive e lunghe notti stellate…la pesca va oltre la poesia.

Il mio amico di Napoli, si chiama Santo Chiariello ed è appassionato di pesca da quando era bambino. La sua tecnica preferita è quella alla Bolognese, si diverte senza mai trascurare il rispetto per il mare e la sua passione è quasi una malattia. Una passione a cui dà libero sfogo durante le vacanze estive affinando sempre di più le proprie insidie e praticando con frequenza questo tipo di pesca alla ricerca della preda più gettonata. Oggi durante la sua battuta di pesca all’Arco Naturale è riuscito a portare a segno questo discreto bottino.

Data: 09/06/2018 ore 15:30 – Zona di pesca: Arco Naturale – Attrezzatura :  Canna bolognese 6 mt – Mulinello schimano exage 1000 – Terminale Trabucco Ultra Strong FC 403 12.5 mm – Amo 0.20 Maver.

Scritto da Marco Franco

La sana passione per la pesca

La sana passione per la pesca

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Foto di Michele Fanton

La sana passione per la pesca

Gabriele, un bambino innamorato della pesca

Il mio Amico Gabriele ha ereditato dal padre la passione per la pesca e in breve tempo questa passione è diventata un talento.

A Gabriele è bastato acquistare una semplice canna, un mulinello ed un artificiale per avere il piacere di affrontare il mare di Palinuro e i suoi meravigliosi posti. Mentre gustava la brezza tiepida che gli accarezzava il viso con svariati lanci, prima un poco incerti e pieni di emozione, poi sempre più decisi e precisi, otteneva un discreto risultato catturando il suo primo branzino.

In questa occasione, Michele (papà) viene messo a dura prova dal desiderio di tramandare la propria passione a suo figlio Gabriele. Per Michele, portare a pesca suo figlio è sempre stato un grande desiderio, in modo da far nascere una sana passione in un ragazzo giovane, per segnare nel tempo il ricordo di quei primi lanci un poco incerti ma pieni di emozione.

Questo breve racconto lo dedico ai miei amici Michele e Gabriele che da sempre hanno coltivato questa meravigliosa passione.

Data: 05/06/2018 ore 10:30 – Zona di pesca: Molo dei Francesi (lembo di litorale scoglioso) – Attrezzatura semplice: Canna Sele Kalima Sensi 2.40mt 5/25 grMulinello Sele Alien 4000 FDTrecciato Akami Spark 0.14 mmArtificiale Hunchback 10 cm 11,5 gr .

Scritto da Marco Franco

PALINURO E LA PESCA A LANCIO CON ARTIFICIALI

Palinuro e la pesca a lancio con artificiali

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Foto di Aniello Cortese Palinuro

Palinuro e la pesca a lancio con artificiali

Pesca a recupero nel meraviglioso mare di palinuro.

Palinuro e la pesca a lancio con artificiali. Da qualche tempo nella nostra zona, la pesca a recupero (pesca a lancio con artificiali) sta andando per la maggiore. Si tratta di una tecnica interessante e dinamica, il suo  punto di forza sta nel fatto che necessita di attrezzature semplici e di facile trasporto. Ciò permette spostamenti rapidi e distanti tra loro, in questo modo si possono esplorare sempre nuovi spot nelle coste a picco sul mare, nei laghi, nei torrenti e nelle anse dei fiumi. Basta avere uno zaino con una scatola di artificiali e si parte con lo spirito della pesca a lancio, come ha fatto Aniello Cortese, nostro amico da sempre che grazie alla passione trasmessagli dal padre,  ha messo insieme tutti gli insegnamenti che questo sport nasconde e facendo tesoro di questo è riuscito a diventare il pescatore di adesso.

Per quanto riguarda la pesca a lancio con artificiali ci sono due tecniche simili: lo spinning e il casting che si differenziano solo nello strumento (mulinello) che rappresenta il cuore di ogni tipo di pesca a recupero. Infatti lo spinning è praticato con mulinelli a bobina fissa con un rapporto di recupero molto veloce 5:1/7:1, mentre il casting è una tecnica più difficile nel lancio perché è praticata maggiormente con mulinelli a bobina rotante, che richiedono un controllo preciso sull’inerzia della bobina, in modo da non creare nel lancio inestricabili parrucche.

Il mulinello è decisamente l’elemento maggiore che distingue le due tecniche, ma anche le canne sono diverse per anellatura e impugnatura. La canna da spinning monta anelli più grandi a ponte medio alto e l’alloggio del portamulinello è piccolo nel punto dove appoggia il piede del mulinello. La canna da casting monta anelli piccoli attaccati al fusto ed ha il portamulinello più importante perché fa da appoggio al mulinello stesso.

Per concludere, la canna da casting si impugna al contrario rispetto allo spinning, (mulinello rivolto verso l’alto). La tecnica dello spinning è semplice e necessita di pochi ma importanti accessori.

 

 

La differenza delle attrezzature:

SPINNING

LEGGERA:  Lunghezza canna  1,50-1,80m / Peso del mulinello 180-240g / Azione 1-8g / Monofilo 0,14/0,18mm

MEDIA:  Lunghezza canna  1,90-2,40m / Peso del mulinello 230-320g / Azione 6-20g / Monofilo 0,20/0,28mm

PESANTE:  Lunghezza canna  2,30-3,10 m / Peso del mulinello 300-400g / Azione 20/50g / Monofilo 0,30/0,40mm

CASTING

LEGGERA:  Lunghezza canna  5,5-6 piedi (167-182 cm) / Peso del mulinello fino a 200g / Azione 1-8g / Monofilo 0,18/0,22mm

MEDIA:  Lunghezza canna  5,5-7 piedi (198-213 cm) / Peso del mulinello fino a 270g / Azione 6-20g / Monofilo 0,24/0,30mm

PESANTE:  Lunghezza canna  7-8 piedi (213-260 cm) / Peso del mulinello fino a 350g / Azione 20-50g / Monofilo 0,30/0,35mm

 

Scritto da Marco Franco

STORIE RICORDI ED EMOZIONI DI PESCA

Storie ricordi ed emozioni di pesca

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Foto di Marco Franco

Storie ricordi ed emozioni di pesca

Giornate indimenticabili, emozioni e ricordi, percorrendo luoghi memori di grandi avventure.

Storie ricordi ed emozioni di pesca. Non ha importanza se l’acqua sia dolce o salata, se sia da una barca, da un torrente o dalla riva di un fiume, se siano importanti catture o cappotti, piaceri, difficoltà o insuccessi,  se crescendo sei stato contagiato dal virus della pesca. Questa passione della pesca cresce nel cuore e ti lascia sempre una storia da raccontare, è meraviglioso il forte legame che ti unisce con il mare. E’ ciò che accade veramente!

Iniziare con una canna di bambù su una piccola roccia nel fiume e mentre guardi il sole, ormai tramontato, dopo l’ennesima grande giornata di pesca, ti ritrovi pescatore con un sorriso negli occhi che apre il cuore. Oltre le proprie abitudini, nella pace immensa del mare tranquillo con curiosità, audacia e determinazione, ascoltando i messaggi del vento… Per alcuni,  spinti dal desiderio di conoscere i suoi segreti, dispensando soventi storie e consigli, il mare diventa una seconda casa…

Scritto da Marco Franco

 

 

PESCA PASSIONE UMORISMO PALINURO

Pesca Passione Umorismo Palinuro

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Foto di Pepp Fezz  Palinuro Mingardo

Pesca Passione Umorismo Palinuro

L’eterna passione per la Pesca e per questo meraviglioso posto

Pesca Passione Umorismo Palinuro. La pesca è l’alba e il tramonto, inseguendo la preda dei sogni, esperienza e conoscenza dei luoghi e delle prede, tornare nei luoghi che ci hanno regalato soddisfazioni e incontrare qualcosa di nuovo mai visto…

In parte definire la pesca uno sport è vero, con la sola differenza che non tonifica il fisico ma fa bene alla mente. Certamente la pesca è anche lanciare una lenza e aspettare, ma pescare è soprattutto, il confronto con la natura, con i pesci e riuscire a ragionare come loro, prevenire le mosse e anticiparle. Per questo motivo, quando si va a pescare, non bisogna essere mai passivi, ma analizzare e osservare ciò che ci circonda e capire i messaggi che la natura e l’acqua ci inviano. Il segreto è quello di riuscire a capire dopo una battuta di pesca gli errori fatti e memorizzarli per il futuro. La conoscenza degli ambienti, l’osservazione, la tecnica e l’esperienza fanno un buon pescatore, ma quello che lo contraddistingue è la passione per la pesca che da ogni cappotto ricava sempre più voglia per tornare a pescare.

Scritto da Marco Franco

LA PASSIONE DELLA PESCA

La passione della pesca

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Foto di Pepp Frezz

La passione della pesca

La passione per la pesca con il solito obiettivo: catturare la regina del mare!

La passione della pesca. Per molti è una filosofia, per altri una malattia alla quale non si può rinunciare,  quella sete che ti cresce dentro che per colmarla devi andare a pescare. Quella tranquillità e quella pace che solo i pescatori conoscono, stare li sul bordo del lago, in un torrente, nel mezzo di un fiume o nel mare ad aspettare, con una sola idea nella testa: tirare se abbocca!
Ricordo da piccolo, con il mio papà o lo zio, alla continua ricerca della postazione migliore e tutti i rituali di preparazione delle esche. Ricordo le tantissime nottate e la prima abboccata durante la notte che portava via tutta la stanchezza e faceva svanire il nervosismo. Ricordo la grande fatica che si faceva nel trovare il tempo tra il lavoro, la moglie e tutto il resto e i miei amici più fortunati che avevano qualcuno che li seguiva e li consigliava.
Catturare la regina del mare, anche se penso sia l’obiettivo di tutti i pescatori, è sempre stato il mio obiettivo ed ogni volta mi dimentico di tutto e di tutti. La passione per la pesca nasce da bambini e anche se non si può coltivare rimane nel sangue!

Quell’albeggiare o imbrunire, quel gioco di cambi di luce insieme al suono delle onde guardando la maestosità’ del mare, quel cercare il miglior spot su una spiaggia lunghissima e se ti capita la cattura della regina ……emozioni.
Dedico queste riflessioni al mio amico Pepp Frezz che è uno di quelli che coltiva la passione per la pesca fin da piccolo.

Scritto da Marco Franco

PESCA ALLA LECCIA A PALINURO

Pesca alla Leccia a Palinuro

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Foto di Francesco Sestini

Pesca alla Leccia a Palinuro

All’alba dietro il frontone di Capo Palinuro

Pesca alla Leccia a Palinuro. Il pesce Leccia vive nel Mar Mediterraneo e nell’ Atlantico Orientale, è un predatore e ama le acque profonde durante l’inverno. In primavera, invece, quando ha inizio la riproduzione raggiunge le coste ed insegue le sue prede anche nelle acque basse, tra le scogliere, nei porti e nelle foci dei fiumi.

Il pesce leccia fa parte della categoria “pesce azzurro”, è argentato sul dorso e bianco sulla pancia, il corpo è allungato e appiattito di lato, il muso è appuntito, la bocca grande e gli occhi sono piccoli, ha due pinne dorsali, una delle quali è composta da una serie di corte spine. Può raggiungere notevoli dimensioni fino a 2 mt di lunghezza e 30 kg di peso. Questo pesce si nutre di polpi, calamari, alici, sarde ma predilige i cefali. La pesca professionale prevede la sua cattura utilizzando reti o lenze fisse, nella pesca sportiva si può praticare lo spinning con l’artificiale o la traina col vivo, ma anche la pesca in apnea. A spinning vengono usati artificiali da 14 cm a 20 cm come il popper, ma non è per niente facile catturarlo sia per la potenza sia per l’astuzia, infatti non si lascia abbagliare facilmente. Per questo motivo si consiglia la traina con il piombo guardiano utilizzando come esca un pesce vivo, come il cefalo o l’aguglia. La carne del pesce leccia è molto buona paragonabile alla ricciola.
La cosa curiosa quando si va in barca e si perlustra il mare è che la leccia a causa dei suoi movimenti turbolenti (spruzzi e schizzi) causati dalle sue cacciate ai danni di cefali, aguglie o altro pesce azzurro, è facilmente visibile sulla superficie dell’acqua.

Scritto da Marco Franco

PESCA AL GRONGO A PALINURO

Pesca al Grongo a Palinuro

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Foto di Matteo Callegaro

Pesca al Grongo a Palinuro

Le onde del mare nel silenzio notturno

Pesca al Grongo a Palinuro. Il grongo vive nel Mediterraneo, nell’oceano Atlantico e nel Mar Nero, ama stare su fondali fangosi e sabbiosi ricoperti di vegetazione, rocce, pietre e relitti perché passa la giornata nascosto nella sua tana mentre di notte va a caccia delle sue prede. Ha il corpo allungato come l’anguilla ma è più robusto, può superare i 2 mt di lunghezza e raggiungere 10 kg di peso. Il dorso è di colore grigio, la pancia bianca e la pelle liscia è rivestita di una specie di muco; ha gli occhi piccoli, il muso allungato, la bocca grande e una mascella che sporge. Il grongo si riproduce durante l’estate deponendo le uova in acque profonde e il passaggio dallo stato di larva a quello di pesce adulto avviene in due anni. Essendo carnivoro si nutre di pesci e soprattutto di polpi. I pescatori sportivi non disdegnano questa preda per la sua resistenza durante il recupero.

Per insidiare il grongo a Palinuro si utilizzano varie tecniche come palamiti, reti, nasse e anche con il surf casting, ovviamente di notte, usando come esca la sarda, il calamaro, il filetto di cefalo, gamberi, calamari, polpi e totani. La sua carne non è considerata pregiata, ma è ottima per le zuppe di pesce.

Scritto da Marco Franco

PESCA AL GRONGO A PALINURO

Foto di Palinuro Blue Dolphin

PESCA ALLA SPIGOLA ALLA FOCE DEL MINGARDO

Pesca alla spigola alla Foce del Mingardo

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Foto di Giovanni Delli Sante

Pesca alla spigola alla foce del Mingardo

Seduto su un tronco in riva al fiume

Pesca alla spigola alla Foce del Mingardo. La spigola è un pesce furbo e sospettoso, si riconosce dall’inconfondibile livrea argentata ed il muso appuntito, esce dalla sua tana dal tramonto all’alba ed il periodo migliore per insidiarla è l’autunno perché è affamata e si avvicina alla costa per cercare cibo. Vive in Atlantico nordorientale e sub tropicale (dalla Norvegia al Senegal) e nel Mar Mediterraneo, è un pesce predatore che caccia nei bassi fondali,  soprattutto dove c’è cibo in abbondanza e tranquillità. Essendo un pesce che si adatta alle variazioni di salinità, si trova quasi sempre nelle lagune, acque salmastre, foci e zone portuali, è combattente e sprigiona tanta vitalità una volta catturato. Il periodo riproduttivo è da novembre a febbraio che costringe la spigola ad unirsi in branchi dirigendosi verso la costa per l’accoppiamento. E’ una specie strettamente costiera, caccia soprattutto di notte, si nutre di invertebrati come crostacei, molluschi, anguille e letterini. Nel Mediterraneo depone le uova in inverno, nei mari più nordici in primaveraLa spigola è una delle prede più apprezzate dai pescatori sportivi che la insidiano con varie tecniche, sia con esche naturali, sardina, gamberetti, vermi, che artificiali rapala, cucchiaino, esche in silicone.

Essendo un pesce pigro non ama attaccare le prede veloci, quindi per la pesca a spinning il recupero dovrà essere lento con qualche colpo per incuriosirla e se vi capiterà di trovarla allamata in modo strano è perché di solito attacca la preda alla testa.

Il porto offre sicuramente la possibilità di pescare la spigola tutto l’anno, nei mesi di novembre e dicembre è preferibile provare dagli scogli. Per il porto e gli scogli consiglierei canne da spinning non troppo lunghe dai 2.10 mt ai 2.40 mt, vedi alcune delle nostre proposte: Canna Sea Slicker Spartha Jatsui  – Canna Falcon Ifish Spin 8′ M . 

Scritto da Marco Franco

PESCA A VERTICAL JIGGING NEL CILENTO

Pesca a Vertical Jigging nel Cilento

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Foto di Mario Di Maso

Pesca a Vertical Jigging nel Cilento

Una tecnica di pesca con un fascino particolare

Pesca a Vertical Jigging nel Cilento. Questa tecnica nasce in Giappone ed è una tecnica di pesca abbastanza semplice perché per essere praticata necessita di poche cose fondamentali: una barca, dei punti buoni di pesca, canna, mulinello e ovviamente i jigs o metal jigs a forma di pesce con un peso considerevole, dotati di un amo sulla testa che può misurare tra 7/0 – 13/0. E’ un tipo di pesca veloce da organizzare nel senso che non ha degli orari stabiliti e non è soggetta a condizioni atmosferiche. Per individuare i così detti punti buoni utilizzeremo un ecoscandaglio, dove invece c’è fango o secche caleremo il nostro jig che andrà a risvegliare i pesci, se ci sono, portandoli al suo inseguimento. Soprattutto dentici e ricciole seguono il jig mentre scende e cercano di attaccarlo nella risalita. Il jig viene recuperato con una strattonata, a volte corta chiamata short jerking, altre volte più lunga detta long jerking; per ottenere l’assetto più verticale possibile, quindi l’azione più efficace bisogna scegliere con cura la forma, il peso dell’artificiale e il diametro del trecciato.

Le canne da utilizzare devono essere molto robuste e sono da due o tre sezioni lunghe da 1,60 mt a 2,40 mt con azione parabolica e progressiva per la trazione del pesce. Si consiglia di usare solo canne specifiche per non fallire nella vostra battuta di pesca.

I mulinelli devono essere resistenti e compatti con delle buone capacità di recupero, sulla bobina metteremo un trecciato di almeno 50 lb e come shock leader circa 8 metri dello stesso libbraggio. Le dimensioni del mulinello variano tra 6000 e 8000 o 10000.

Gli ami per il vertical sono definiti Assist Hook e per realizzarli serve un dacron senz’anima di 80-130 lb, un multifibre da 50 lb, colla, tubi termorestringenti e gli ami a gambo corto e ad occhiello. Si può creare un assist ad amo singolo collegato ad un bracciolo e un assist a due ami.

Il vertical jigging va affrontato col giusto interesse per trarne quelle antiche emozioni che è in grado di trasmettere, solo l’esperienza può far migliorare la tecnica e l’azione da dare al jig. Le prede possibili da catturate sono soprattutto cernie, dentici e ricciole.

Scritto da Marco Franco